CAMPIONATI ITALIANI


COPPA ITALIA


Un’isola felice della pallapugno ligure

La Liguria sferistica rialza la testa.

C’è crisi per alcune piazze storiche e mancanza di risorse economiche.

Non mancano però alcune risorse umane e di esperienza. Il caso di Pieve di Teco a livello giovanile appare emblematico. La Valle Arroscia è società giovane e punta sui giovani.

 

I risultati finora ottenuti danno ragione.

Va detto che la “piccola” realtà della Valle Arroscia deve fare i conti con bilanci risicati, rappresenta però una “capitale” della pallapugno.

Scudettata a suo tempo, bacino di utenza notevole.

A Pieve di Teco c’è il “balùn”. E basta.

È come il rugby per il Galles.

Assume contorni religiosi.

L’alchimia giusta poi è garantita da una carismatica figura quella di Augusto Bertolini Patron e Factotum della squadra che nei lunghi anni passati a seguire il balun ha sempre privilegiato il settore giovanile, la crescita di nuovi campioni, il divertimento  dei piccoli e dei ragazzi, la creazione della grande Famiglia dell'A.S.D. Valle Arroscia.

Il segreto di questa società è presto svelato, sport e amicizia.

 

Hanno giocato tutti.

Non c’è il concetto di panchina.

In questo senso la sagacia formativa societaria si nota.

Mutuando tale pratica da altri sport come il rugby, a tutti è data la possibilità di esprimersi e divertirsi, esplorando i propri limiti, questo vuol dire anche giocare contro avversari di stazza superiore (cosa abbastanza comune in ogni caso nel contesto piemontese) e soprattutto molto esperti e  affrontare una palla diversa da quella leggera e grande, con l’incognita dei rimbalzi non facili da prevedere e le mille trappole degli sferisteri non conosciuti.

Con leggerezza e spirito sportivo gli atleti della Valle Arroscia sfidano loro stessi e con naturalezza crescono sia mentalmente che sportivamente.

Pieve di Teco per la pallapugno è come Parma per la lirica: se non ce la fai lì, non ce la fai e basta.

Ma questi ragazzi dimostrano giorno per giorno  di saper buttare il cuore oltre l’ostacolo.

Esemplari anche per i più grandi.

Al di là del risultato. Perché conta crescere, sapersi adattare ed affrontare i problemi uno per uno.

Merito dunque dello spirito societario del Presidente, degli sponsor, dei sostenitori, del pubblico sfegatato che non risparmia battute velenose sui falli, alle famiglie che sono le prime tifose e non si risparmiano nell'organizzazione della vita sociale.

È questo lo spirito giusto.

È questo il futuro, che si spera venga sostenuto ancora nel piccolo scrigno di tesori umani della Valle Arroscia.

Ben lo sa il presidentissimo Augusto Bertolini. Uomo verace e cordiale, un nonno per tutti. E un intenditore. Non a caso non si è perso una partita delle giovanili.

Sono belle soddisfazioni che rendono vivo un paese che ha il cuore giovane.